Betelgeuse – Beetlejuice

Betelgeuse 2014 – 50×70 ca. cm

Betelgeuse, stella della costellazione di Orione e costituente dell’asterismo del triangolo invernale, è una stella ipergigante dalle dimensioni colossali, giunta quasi alla fine del suo tempo. Si presume esploderà, prima o poi, in una supernova, ma nel frattempo si contrae, ha una fotosfera irregolare ed emette, dalle sue turbolente celle convettive atmosferiche, dei potenti getti di materia incandescente. Da quando ne conosco l’esistenza, Betelgeuse ha esercitato un potentissimo fascino su di me, e questo disegno, con la sua potenza cromatica e compositiva, sembra rappresentare la violenta agonia di questo astro. C’è del bello nel modo in cui l’universo si mostra a noi: violento, potente, preponderante.

Betelgeuse – Beetlejuice, is a star of Orion constellation and part of winter triangle asterism. Iper-giant with colossal dimensions, is almost at the end of its time. They think it’s going to explode, before or after, in a supernova but, meanwhile, contracts itself, has an irregular photosphere and emits, from its boisterous atmospheric convective cells powerful jets of incandescent matter. Since i know about its existence, Betelgeuse exerted a powerful fascination on me, and this drawing, whit its chromatic and compositional strenght, seems to represent the violent agony of this aster. There is beautiful in the way the universe shows itself to us: violent, powerful, predominant.Betelgeuse

I disegni di Andrea Rollo sono realizzati nella sua CasaStudio nelle vicinanze di Lecce. Grande attenzione viene posta nella fattura degli stessi, impiegando quantitativi di tempo stimabili anche in molti minuti per cm2. I colori utilizzati sono attualmente della marca Stabilo, mentre la penna o il pennarello utilizzati per la realizzazione del disegno in bianco e nero o della base per la successiva colorazione sono spesso diversi di volta in volta, per vari motivi. Ad esempio perché le penne tendono magicamente a perdersi nel disordine generale della casa, oppure perché la penna può trovarsi a cadere dalla parte della punta e non essere più in grado di scrivere. D’altra parte è anche vero che le penne, come tutte le cose in questo universo, esauriscono il loro combustibile, e muoiono. La carta utilizzata viene venduta nell’emporio del paese e non si conosce quale sia l’industria che la produca né, di preciso, quali siano le caratteristiche tecniche di grammatura e trattamento. Questa carta va bene perché assorbe il colore, anche se non troppo, e sembra reggere l’impatto della luce solare, una volta esposta, senza scolorire le superfici colorate. Essendo un autodidatta, non sono in grado di fare le mie scelte su una base tecnica appresa in precedenza, quindi vado a caso. Il processo che mi ha portato a scegliere questa carta come la migliore per il mio lavoro è costato il sacrificio di numerosi disegni, e di un gravoso quantitativo di ore che, magari, avrei potuto impiegare in un modo diverso, ma meno artistico e ispirato.